Chiara Giacobelli racconta la poetessa Gaspara Stampa - Scrigno Magazine


Pubblicato: Mer, 10 Feb , 2016

Chiara Giacobelli racconta la poetessa Gaspara Stampa

Qualche giorno fa è partita ufficialmente una nuova avventura professionale per la nostra Chiara Giacobelli che avrà uno spazio tutto suo tra i blog del noto quotidiano online Huffington Post.

Collaltino e Gaspara

 

Il  primo articolo pubblicato dalla giornalista e scrittrice marchigiana tratta le vicissitudini della poetessa che ammaliò Sansovino e rese vecchio Petrarca, una storia che ha suscitato grande interesse in noi  di Scrigno e che pertanto vogliamo riproporvi con una esclusiva nota introduttiva delle stessa Giacobelli.

“Se devo essere onesta non ricordo con precisione in quale circostanza i miei occhi incontrarono il nome di Gaspara Stampa. Ricordo benissimo, invece, l’effetto che mi fece: un riconoscersi, un ritrovare me stessa dentro un personaggio che per qualche ragione è stato quasi dimenticato dagli italiani dopo secoli di apprezzamenti e lodi. Fino al 1960 circa sono numerose le biografie sulla Stampa, dopodiché il nulla: solo qualche romanzo passato praticamente inosservato e trattati in inglese, perché a differenza di noi gli americani sono ancora vivacemente innamorati di questa straordinaria figura.

Le sue Rime, ripubblicate da Einaudi, sono un capolavoro dell’avanguardia poetica italiana non ancora sufficientemente conosciuto e studiato nelle scuole; ma ciò che più affascina è lo svolgersi della sua vita, la storia tormentata con il Conte Collaltino di Collalto e la personalità di lei, così libera e schietta, ardente, genuina, definitasi da sola nel miglior modo possibile: “Amor m’ha fatto tal ch’io vivo in foco”.

Così, sono finita – guidata da un istinto quasi magico e incomprensibile – a esplorare le più belle biblioteche d’Italia alla ricerca di informazioni che la riguardavano, ritrovandomi a leggere libri intonsi, mai capitati prima tra le mani d’altri; addirittura, in alcune occasioni le bibliotecarie si sono ritrovate costrette a tagliare le pagine ancora intatte.

Ciò che ho scoperto fino ad oggi è solo un inizio, e questo articolo pubblicato su The Huffington Post un piccolo assaggio. Nessuno ha scritto su Gaspara Stampa un romanzo serio e studiato, storico seppur intriso della fantasia dovuta al potere della fiction: questo è dunque il mio obiettivo, dopo che sarò riuscita a conoscere meglio una donna tanto lontana nel tempo, eppure a me così vicina.”

Chiara Giacobelli per Scrigno Magazine

 

Ed ecco un estratto dell’articolo in oggetto pubblicato su Huffington Post.

<<Venezia, 1531 circa. Gli orologi a pendolo sulle mura screpolate della vecchia casa, in una via stretta e contorta di Padova, battono le ore, i minuti, i secondi. Lo hanno sempre fatto, perché questa è la casa di un orologiaio e di un mercante di gioielli, ma stavolta Gaspara, una bimbetta di otto anni ammutolita ai piedi del letto a baldacchino, li sente traforarle la testa. Lui sta morendo, il suo amato padre, e sarà la fine di tutto. Invece, fu l’inizio. Quando Bartolomeo Stampa lasciò questo mondo per l’altro, alla vedova Cecilia, una donna forte con un carattere solare abituato a sopportare le intemperie, non restò che farsi coraggio e prendere in mano la situazione; d’altra parte, aveva ben tre figli – Gaspara, Cassandra e Baldassarre – da crescere: di certo, non li avrebbe lasciati patire né fame né miserie.

Fu così che di lì a poco la famiglia Stampa si ritrovò a Venezia, dove l’ancora giovane signora aveva qualche amico e parente, forse alcuni possedimenti, ma soprattutto dove nell’Italia di fine Rinascimento ogni cosa avveniva. La Serenissima in quegli anni – incurante delle guerre che si combattevano al di là della laguna per la conquista di terre e popoli – risplendeva, festeggiava, partoriva le migliori menti dell’arte e della cultura di ogni tempo, in uno spirito equiparabile in libertà solo a Firenze, ma per divertimento, seduzione e libertinaggio facendo a gara persino con Parigi. I bicchieri tintinnavano, i vestiti scollati venivano cuciti giorno e notte dalle sarte, le discussioni accese attorno alla musica, alla pittura, alla politica, alle lettere classiche riempivano le sale accaldate e allietavano i banchetti.

Venezia brillava di una luce propria e accecante, impossibile da arginare, proprio come Gaspara, che sbocciava e poi fioriva attorniata da importanti maestri sempre pronti a vezzeggiarla, a dedicarle rime e versi, melodie armoniche, parole struggenti. Gasparina cresceva, imparando a meraviglia il canto, la storia antica, la danza, l’arte dello scrivere come pure del ben parlare, e con esse anche quella del sedurre, dote che in realtà mai ebbe realmente da apprendere: in lei l’ardore era innato. Ogni cosa nella sua figura bellissima e spontanea, dai lunghi capelli alla risata cristallina, dalle forme rotonde alla grazia delle movenze, prometteva passione, sensualità, amore.>> 

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Informazioni sull'autore

- Raffaele Cecoro ([email protected]) Casertano, laureato in giurisprudenza con una forte passione per la scrittura e per la letteratura. Da qualche mese ha cominciato la stesura del suo primo romanzo e nel tempo libero redige un blog letterario multitematico, il suo stile è un ibrido di humor e serietà.