Identikit: Chi è Antonio Iovine? - Scrigno Magazine


Pubblicato: Gio, 18 Nov , 2010

Identikit: Chi è Antonio Iovine?

“Il businness man dei casalesi che esportò la camorra fuori dai confini campani”

Vecchia foto segnaletica di Iovine

Vecchia foto segnaletica di Iovine

Maglioncino viola e camicia nera, sguardo perso nel vuoto e un sorriso ironico stampato sul volto che sa di beffa. La DDA di Napoli lo sorprende ad ora di pranzo a casa di insospettabili, cerca di fuggire ma è troppo tardi. Con un bliz repentino di soli tre minuti la polizia mette fine alla carriera criminale di Antonio Iovine, 46 anni, quattordici dei quali passati in latitanza correndo da una topaia all’altra. Nato a San Cipriano d’Aversa conobbe l’esploit criminale in tenera età rendendosi protagonista di un raid criminale ai danni del clan Nuvoletta nei pressi di Marano . In questi 14 anni le ricerche di Iovine si sono dislocate su tutto il territorio nazionale ed internazionale, ma si presume che non abbia mai abbandonato la sua Casal di Principe. Oggi in una ugiosa serata di Novembre, grazie all’ottimo lavoro delle autorità, si ritrova a sfilare su un red carpet ,stracolmo di fotografi, che gli aprirà le porte del famigerato 41 Bis. Iovine si va a collocare nello scacchiere dei casalesi come l’innovatore dell’organizzazione malavitosa, esportandola anche in territori come il basso Lazio, l’Emilia , la Toscana e la Lombardia fino all’Europa diciamo che il progetto dell’ormai ex primula rossa dei casalesi riprende le idee espanzionistiche di una vecchia gloria come Antonio Bardellino. Le attività di Iovine erano dedite soprattutto allo spaccio di cocaina, al raket, al cemento ed ai rifiuti, questi ultimi gli valsero il nomigliolo di “Ministro della Mondezza”. Iovine sali sul trono insanguinato del regno dei casalesi nel 1998 quando fu arrestato Francesco Schiavone alias Sandokan, chiamato così per una effimera somiglianza con Kabir Bedi attore dell’omonima fiction televisiva. Iovine e Schiavone oltre a formali patti criminali si unirono tra loro anche con sodalizi di carattere familiare, numerosi infatti i matrimoni ed i fidanzamentri interfamiliari tra figli e nipoti dei due boss. L’erede di Francesco Schiavone, in questi anni ha continuato imperterrito le sue attività criminali sui territori dell’Agro Aversano accumulando guadagni che hanno fruttato al clan circa 30.0000 di euro, forte del sodalizio con un’altro illustre fuggitivo come Antonio Zagaria, che è il prossimo obbiettivo del nucleo della DDA di Napoli. Il “Ninno”, così era noto ai più, termine che nella cultura locale individua un ragazzo di giovana età, era nelle grazie di molti capi della cosca casalese, che lo definivano affidabile e rispettoso delle regole. Iovine tramite una fitta rete di affiliati presenti su tutto il territorio ed anche in amministrazioni pubbliche riusciva sempre ad essere informato su appalti ed affari da poter mandare in porto. Tra i tanti annovera anche una singolare scoperta balzata alle cronache nel Luglio del 2008, quando Iovine decide di associarsi con l’ex calciatore Giorgio Chinaglia al fine di tentare la scalata alla società sportiva Lazio il tutto viene però vanificato dall’intervento tempestivo delle autorità . Il maggior numero di proventi però giungono ai casalesi dalle opere pubbliche che nel corso degli anni gli hanno fatto guadagnare cifre da capogiro basti pensare che solo per la bonifica dei Regi Lagni furono stanziati mille miliardi del vecchio conio. Forte di tanto denaro gli orizzonti imprenditoriali casalesi capitanati dal Ninno si allargarono alla Spagna, alla Francia e poi all’est Europa precisamente in Slovacchia, in Romania e Bulgaria. In questi ultimi, stando alle indagini, i casalesi hanno ripulito ingenti masse di denaro sporco, acune indagini spiegano che siano stati addirittura implicati nella ricostruzione delle Twin Towers. Il profilo di Iovine lascia intendere quanto sia stata importante la sua cattura, ma tuttavia si deve continuare su questa strada guardando ai prossimi obbiettivi abbattendoli uno per uno, il tutto dovrà essere però codiuvato da un forte lavoro della cultura che è la sola che può abbattere la nascita di nuovi personaggi simili, privi di ogni forma di etica, schiavi del Dio denaro e figli della conquista di un potere fittizio facendo uso ed abuso di una trappola incentrata sul terrore della vendetta.

Cecoro Raffaele








Informazioni sull'autore

- Casertano, laureato in giurisprudenza con una forte passione per la scrittura e per la letteratura. Da qualche mese ha cominciato la stesura del suo primo romanzo e nel tempo libero redige un blog letterario multitematico, il suo stile è un ibrido di humor e serietà.