INTERVISTA| Diego Cajelli ci racconta Chef Rubio:Food Fighter - Scrigno Magazine


Pubblicato: Gio, 20 Mar , 2014

INTERVISTA| Diego Cajelli ci racconta Chef Rubio:Food Fighter

tavolarubio 1Ad Aprile in fumetteria ci sarà una gustosa novità che riguarderà Chef Rubio [ Intervistato in ESCLUSIVA da Scrigno LINK ] ossia Chef Rubio:Food Fighter edito da Star Comics.

Oggi intervistiamo Diego Cajelli creatore dei testi del volume ritenuto uno dei più importanti  giovani sceneggiatori e autori di fumetti in Italia.

Benvenuto Diego.  Raccontaci i tuoi esordi nel mondo del fumetto.

La mia formazione è prettamente letteraria. Non ho mai avuto ambizioni da disegnatore, da “piccolo”, il mio sogno era quello di fare lo scrittore.

Ho sempre letto fumetti, tanti, tantissimi. Quando ho scoperto che i fumetti qualcuno li scriveva per me è stata la quadratura del cerchio.

Mi sono iscritto al corso di sceneggiatura della Scuola del Fumetto di Milano nel 1990. In quel periodo leggevo tutto. Ero convintissimo, motivatissimo, insonne e inarrestabile.

Ho finito il corso nel 1991, sono partito per militare e al mio ritorno mi sono rimesso al lavoro.

Inizio a pubblicare in edicola nel 1993, Virtual Heroes per la casa editrice Delga. Avevo 22 anni, troppo pochi per rendermi pienamente conto di quello che stavo facendo.

Da lì in poi, con impegno e dedizione, è iniziata la mia “carriera”. Decine di progetti, esperienze, sia autoriali che editoriali, l’arrivo in Bonelli nel 1998, volumi, albi, storie, questo e quest’altro e tutto quello che devo ancora scrivere.

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Diego Cajelli e Chef Rubio: Food Fighter. Come ti è stato presentato il progetto? Quali sono state le tue prime impressioni su un protagonista mago dei fornelli?

Negli ultimi anni, la passione per la cucina si è affiancata a quella per i fumetti.

Ho conseguito un diploma di chef amatoriale, ho iniziato a recensire ristoranti e pubblicare ricette sul mio blog (diegozilla). Ovviamente guardo un sacco di programmi di cucina, tra cui l’Unti e Bisunti di Chef Rubio.

Quando Di Bernardo mi ha chiamato per propormi il progetto, sapevo esattamente di chi si stava parlando e forse, vista la mia competenza culinaria, ero lo sceneggiatore più adatto per un progetto simile. Non perché sono bravo o “più bravo” di qualcun altro, semplicemente perché conosco la cucina, la apprezzo, amo il cibo e le sue componenti.

Mi ricordo di aver accettato ancora prima che Di Bernardo finisse la domanda.

Parlaci del processo di stesura della storia. La trama ti è stata chiara fin da subito? Come sei arrivato a definire lo Chef Rubio che leggeremo ad Aprile?

Ho pensato a lungo su come affrontare questo lavoro. La cucina, il cibo, il cucinare dovevano essere per forza la centro della narrazione. E poi c’è Rubio. Come potevo “usare” un personaggio come Chef Rubio?

Ho optato per un’operazione piuttosto azzardata, utilizzare Chef Rubio come personaggio e collocarlo, proprio come una figura a cavallo tra la finzione e il reale all’interno di una trama.

E’ lui, la storia è calibrata su di lui, ma al tempo stesso è una storia di genere, una spy story, con elementi surreali e narrazione leggera frizzante.

Da un certo punto di vista potrebbe essere un “what-if”. Un: cosa succederebbe se uno come Chef Rubio finisse al centro di una torbida cospirazione alimentare?

Quello che mi interessava, come scrittore, era scoprire quanto un personaggio televisivo come Chef Rubio fosse funzionale alle necessità di una trama, raccontata ovviamente con il linguaggio giusto. Si crea un triplo legame tra il personaggio reale, il personaggio televisivo e la sua incarnazione di carta.

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Siamo abituati a chef patinati dietro impeccabili piani cucina. Chef Rubio appare più come un cuoco “on the road” vicino alla gente comune. Che percorso ha seguito la caratterizzazione del personaggio?  E perché tale scelta?

Chef Rubio legge fumetti. È stato ed è molto partecipe nella realizzazione del volume. Ci ha chiesto di inserire alcune caratteristiche nella storia, caratteristiche che confermano il suo essere “on the road”, popolare, legato alla gente comune e al cibo di strada.

Il fumetto, si sa, come mezzo di comunicazione amplifica e iconizza per definizione. Per cui la versione a fumetti di Chef Rubio è la versione iconica e amplificata di come lo si vede in televisione.

Il risultato è un personaggio adattissimo ai fumetti, a metà tra il fumetto minimalista e il fumetto d’avventura pura.

Da scrittore, posso dire che è molto divertente da muovere, e che, come le vere star, attira l’attenzione su di sé e su quello che potrebbe fare.

 

INFO VOLUME
CHEF RUBIO: FOOD FIGHTER
di Diego Cajelli e Enza Fontana – 16×21, B, 144 pp, b/n cover con bandelle € 6,00, volume unico, In edicola, fumetteria e libreria di varia dal 10 Aprile 2014.





Informazioni sull'autore

- Raffaele Cecoro ([email protected]) Casertano, laureato in giurisprudenza con una forte passione per la scrittura e per la letteratura. Da qualche mese ha cominciato la stesura del suo primo romanzo e nel tempo libero redige un blog letterario multitematico, il suo stile è un ibrido di humor e serietà.