Vicende di Adelina Cortese (Parte IV) - Scrigno Magazine


Pubblicato: Dom, 19 Giu , 2011

Vicende di Adelina Cortese (Parte IV)

“VICENDE” Parte IV

 

CAPITOLO SECONDO:Ritratti

 

[continua] In quel momento la porta si aprì e comparve sulla soglia Ariel.

Era essa una ragazza piuttosto taciturna, l’esatto contrario di Lilly, la quale era capace di chiacchierare per ore e ore senza sosta.

Aveva occhi a mandorla e capelli castani, una carnagione chiara e piccole labbra rose.

Quel pomeriggio indossava una minigonna azzurra e un body bianco.

Il suo passatempo preferito era giocare a pallavolo, spesso partecipava a gare sportive con ragazze e ragazzi. Oltre che giocare a pallavolo, sapeva pattinare divinamente.

Trascorreva le giornate parlando o, meglio, ascoltando, Lilly.

Ariel, come Lilly, aveva il pallino dell’America, desiderava a tutti i costi trasferirsi a Beverly Hills. Inoltre, sognava di andare in Grecia, in Inghilterra, ecc…ecc…

A volte usciva con una delle sue numerose amiche, che spesso la cercavano, essendo Ariel molto simpatica e allegra. Oltre a queste due doti, ne possedeva un’altra, era una ragazzina carina, alta e snella.

Le piacevano i film ove trattavano storie d’amore che la commuovevano fino alle lacrime. Da ciò si poteva dedurre che era un’inguaribile romantica.

<<Heather?! Come sei carina! Stai proprio bene con quel vestito.>>

<<Grazie, Lilly. La mamma ha detto di sbrigarvi>>, rispose la piccola Heather, che indossava una gonnellina viola con una camicetta anch’essa viola.

Sopra i capelli biondi a caschetto c’era un fiocchino a farfalla che la rendeva ancor più graziosa e carina del solito, grazie anche ai suoi splendidi occhi celesti, ereditati dalla madre.

Come già sappiamo, passava ore e ore al pianoforte. Amava la vita di ogni giorno e le abitudini quotidiane. Per lei, anche i giorni più brutti e grigi erano belli, passati insieme ai propri cari. Voleva molto bene alla madre Valentina e faceva di tutto pur di vederla felice, voleva molto bene al padre, alle sorelle e ai fratelli, inoltre, teneva molto a Esther e alla sua cagnolina Lassie. Le piaceva stare con la nonna Mary e ogni tanto, durante i fine-settimana, dormiva con lei e con il nonno Billy. Quando vedeva gli altri tristi, si intristiva pure lei. Quando poteva aiutava la madre e le sorelle a pettinarle. Le piaceva poter aiutare gli infelici e i sofferenti. Heather, infatti, oltre che timida, era anche generosa e altruista.

<<Lilly, smetti di distrarre le altre con le tue chiacchiere.>>

<<Va bene, Jenny. Ora veniamo.>>

<<E sbrigatevi!>>

Jenny, la primogenita, aveva occhi verde mare e indossava una lunga gonna viola bordata di ornamenti di pizzo, la maglietta di seta azzurra con un foulard colorato.

I suoi capelli ondulati biondi erano raccolti sulla nuca con uno chignon bianco.

Dalla madre aveva ereditato il portamento e i modi di una signora dell’alta società. Adorava i vestiti eleganti e con ornamenti di velluto e di pizzo ricamato. Era una ragazza molto seria e semplice e si impegnava molto nello studio.

Aveva un grande desiderio e cioè intraprendere la facoltà di medicina.

Tutti erano in carrozza, tranne Arianna, che seduta davanti alla specchiera, rimirava la propria immagine.

Arianna aveva una minigonna di Jeans celeste e una camicetta di seta azzurra.

I capelli biondi erano sciolti, i suoi occhi azzurri come il mare, le labbra di un color rosato.

Amava molto le minigonne, i giubbotti di pelle, di cuoio e…. naturalmente le pellicce. Il suo guardaroba era gremito di vestiti. Al contrario di Jenny, Arianna era una ragazza esuberante e altera. Le piaceva il mare e l’abbronzatura.

Frequentava la scuola non con buon profitto, non era interessata allo studio. Voleva diventare una modella e seguiva i dettami della moda.

<<Ma quando diavolo si sbriga Arianna?>>

<<Ecco, Rhett. Sta venendo, la “vanitosa”!>>

<<Smettila, Johnny!>>

<<Sam, puoi partire.>>

<<Va bene, Sua Maestà.>>

Johnny, dagli occhi e capelli castani, era un ragazzo molto spiritoso, amante degli scherzi.

Indossava pantaloni di Jeans neri con la marca “Carrera”, una maglietta bianca e le famose scarpe da tennis. Adorava le feste e sapeva ballare molto bene, soprattutto la musica rock and roll. Gli piacevano i sandwiches e gli hamburger .

Spesso con i suoi amici andava a giocare a pallacanestro oppure era solito recarsi al bar.

Come gli altri fratelli, pure lui aveva un sogno: diventare ballerino.

Rhett, al contrario, indossava dei pantaloni leggeri, bianchi e una camicia a righe.

Aveva occhi e capelli neri, una perla di sudore scendeva lungo il suo volto scuro e abbronzato. Mentre Johnny adorava i Jeans, Rhett non riusciva proprio a sopportarli e per questo preferiva ai Jeans indossare pantaloni classici. Dal padre aveva ereditato il senso degli affari, la serietà e anche la…. gelosia verso le sorelle. Padre e figlio andavano molto d’accordo e insieme giocavano a golf. Il suo hobby era giocare a calcio.

Alex aveva addosso pantaloni di lino bianco e una camicia di raso bianca. Aveva capelli neri e occhi marrò. Le sue caratteristiche erano: essere scrupoloso e rigido nel seguire le riforme dello Stato. Amava vestirsi in modo elegante e le salutari passeggiate con la moglie. Era sempre fuori, impegnato negli affari e il poco tempo libero lo dedicava alla moglie, ai figli e al golf, che amava moltissimo.

Valentina aveva occhi celesti e capelli biondi e indossava un tailleur giallo con ricami di lino. Adorava cantare, sapeva suonare e amava i vestiti di seta, di lino, damasco, velluto e di altre stoffe preziose. Aveva un carattere gioviale, allegro, semplice e gentile. Era sempre impegnata ad impartire ordini nelle pulizie di casa.  Sapeva essere una brava madre e una brava moglie.

Spesso andava a dei ricevimenti tenuti da persone importanti. Anche a lei come al figlio Johnny, piaceva le feste e, come Jenny, non disdegnava le serate mondane.

Faceva di tutto per assicurare ai figli la normalità presente in ogni famiglia.

Mentre la carrozza si allontanava, le governanti Jessica ed Esther si affacciarono alla porta di casa per salutare la famiglia principesca.

Esther era una signorina di trent’anni, alta e bruna. Più che una governante, veniva considerata dai membri della famiglia reale una persona di famiglia. Era molto legata alla regina, tanto che erano inseparabili da quasi diciannove anni, cioè da quando Valentina si era sposata.

I suoi capelli neri erano raccolti in una coda e i suoi occhi marroni luccicavano sempre. Le sue qualità erano: essere spiritosa, cordiale e amichevole con tutti.

Jessica, invece, era molto più distaccata e fredda di Esther. Aveva trentatré anni, ma ne dimostrava di più, a causa delle rughe che si erano formate sul suo volto. Era bassa e aveva capelli castani e occhi grigio-verde. [continua….]

Adelina Cortese

 





Informazioni sull'autore

- Raffaele Cecoro ([email protected]) Casertano, laureato in giurisprudenza con una forte passione per la scrittura e per la letteratura. Da qualche mese ha cominciato la stesura del suo primo romanzo e nel tempo libero redige un blog letterario multitematico, il suo stile è un ibrido di humor e serietà.