INTERVISTA| Alessio D'Uva ci racconta il suo Dante - Scrigno Magazine


Pubblicato: lun, 2 Mar , 2015

INTERVISTA| Alessio D’Uva ci racconta il suo Dante

Sulle pagine di Scrigno pubblichiamo l’ intervista di Raffaele Cecoro ad Alessio D’Uva, sceneggiatore ed editore del fumetto dedicato a Dante Alighieri (RECENSITO QUI), uscito a Dicembre 2014 in tutte le librerie e fumetterie.

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Prima di tutto chi è Alessio D’Uva? Ci parli della sua formazione e del percorso che ha fatto prima di giungere a fare fumetto.

Sono un semplice perito edile, amante del fumetto e della lettura in generale. Da piccolo preferivo i pomeriggi a leggere, che uscire a giocare e inseguire le gonne delle ragazzine. Poi, fortunatamente, son cresciuto e son riuscito a combinare le due cose. Ma a parte quello, la passione per il fumetto è rimasta sempre tantissima e dai 22 anni ho cominciato a scrivere storie e a sognare di far parte di questo mondo. Oggi, vent’anni dopo, posso dire di esser riuscito in quel che sognavo e ne sono felice. Il percorso è stato pieno di ostacoli e grandi soddisfazioni. Innanzitutto ho iniziato a scrivere per alcune riviste antologiche ormai sparite, poi ho iniziato a collaborare come grafico per una casa editrice romana e, partito da lì, mi son ritrovato presidente di un’Associazione Culturale (che aveva come scopo la promozione del medium fumetto) prima e responsabile del reparto grafico di Lion Comics (casa editrice che propone i titoli DC Comics in Italia) poi. Il ruolo però mi stava stretto, così come l’impossibilità di portare avanti la mia idea di fumetto, al che ho deciso di fondare Kleiner Flug, una casa editrice che si propone di far conoscere personaggi illustri, opere teatroli e opere letterarie attraverso il linguaggio del fumetto.

Come nasce l’idea di questa novella grafica?

Una delle collane della casa editrice – “Prodigi fra le nuvole” – si occupa delle “biografie” a fumetti di italiani illustri. Prima di Dante sono usciti volumi su Giotto, Donatello, Francesco Petrarca e Nicola Pisano. Dante è arrivato al momento giusto. Pensavo al soggetto da più di un anno, poi quando ormai avevo fatto il pieno di documentazione (anche se non si smetterebbe mai di legger di Dante Alighieri) è uscita fuori quest’idea di trattare la sua vita attraverso il punto di vista di Beatrice.

E’ scaturita da un’esigenza di raccontare o da un semplice voler cavalcare di l’onda di un rinnovato interesse da parte del pubblico verso le opere che riguardano Dante e la sua Commedia?

L’idea della casa editrice e della collana “Prodigi fra le nuvole” nasce nel 2009. Alla base ci sono i 28 italiani illustri di cui si possono vedere le statue in Piazza degli Uffizi, a Firenze. Passando dalla piazza, un giorno, sentii un bambino chiedere alla madre chi fosse quel tale “Accursio” che lo guardava dall’alto della sua nicchia in un pilastro. La madre non seppe rispondere, ma allontanò il bambino dicendogli che si era fatto tardi. Guardandoli allontanare pensai che era il caso di spiegare a quel bambino, con un linguaggio semplice e moderno, chi fossero quel notabile e i suoi 27 compari.

Qual è il messaggio che quest’opera intende trasmettere ai suoi lettori?

L’idea è quella di creare un ponte tra l’Arte e il fumetto. Di avvicinare alla lettura di grandi classici, o delle vite di artisti, gli amanti del fumetto, ma anche di avvicinare al fumetto i lettori di Stevenson, London, Alighieri, Petrarca. Il ponte vorremmo che fosse percorribile in ambo i sensi, quindi.

I personaggi li conosciamo bene ma da cosa ha fatto derivare la loro introspezione psicologica. Mera creatività o studio approfondito della storia?

Lo studio di Dante mi ha trasformato in un appassionato. Ho letto di tutto, mentre mi documentavo. “Il convivio”, “La vita nova”, “La divina Commedia”, ma anche “Dante e il suo secolo”, di Montanelli (per citarne uno). Certo, in alcuni punti la parte creativa ha preso il sopravvento, ma sempre cercando di non stravolgere quel che conosciamo di Dante Alighieri. Magari, questo sì, affiancandogli una “seconda donna dello schermo” dalle sembianze “felliniane”, oppure giocando su una possibile gelosia di Beatrice, che sicuramente non doveva esser felice di passare da esser cantata da Dante a un totale disinteresse di quest’ultimo (disinteresse che, in realtà, mascherava il suo amore per la donna).

La riproduzione grafica dei tempi e dei luoghi della Commedia è stato arduo? Come è risultato il lavoro con Astrid (disegnatrice)?

Astrid è un talento. Azzardo anche a dire che in questo volume non è totalmente espresso. Può fare ancora meglio di così e le auguro una carriera di successi. Lavorare con lei è stato molto bello. Ci siamo confrontati su più parti e in più fasi. La riproduzione grafica è stata facilitata dal fatto che solo per metà del volume è ambientata nella Firenze del 1300, per il resto è frutto della fantasia dell’Alighieri, che ci ha lasciato un quadro molto dettagliato di come “vedeva” l’inferno, il Purgatorio e il Paradiso.

Ci riveli qualche curiosità legata allo sviluppo di questo progetto?

Le curiosità sono più di una. Ad esempio, in una prima stesura, tutta la storia doveva ambientarsi nell’universo narrativo di Dante, nella Divina commedia, col poeta invecchiato, che campava di diritti d’autore e intento a scrivere il sequel del suo capolavoro. Ma sinceramente avevo paura di ridicolizzare una figura come la sua e di ridicolizzare anche il mio lavoro. Perciò sono passato a questa versione, anche grazie al preziosissimo aiuto di Filippo Rossi, che ha realizzato tutto lo storyboard. Infatti, gestendo la casa editrice, insegnando alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze e collaborando con un’agenzia di comunicazione e alcuni altri editori, non avevo il tempo di scrivere la sceneggiatura. Le mie idee sono passate tutte per la matita di Filippo, che mi seguiva per fiere, incontri, o semplicemente lo ospitavo a casa e che traduceva il mio disordine mentale e la mia mimica in una prima bozza da passare a Astrid.

Vi saranno nuove novelle grafiche di Kleiner Flug legate a Dante?

Non credo che ci saranno altri volumi della collana sui “Prodigi” dedicati a Dante (ma ce ne saranno dedicati a Raffaello, Boccaccio, Farinata degli Uberti, Galileo, ecc). Però è probabile un adattamento a fumetti de “La Vita Nova”, perché nel volume pubblicato non appare tutto.

Saluti i nostri lettori con una citazione del Sommo Poeta che particolarmente le sta a cuore.

Dante riesce a coniugare più generi letterari nella sua opera e fornisce una visione dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso ancora attuale e nell’immaginario di molti di noi.

Ma attuali sono anche i temi trattati nei suoi scritti.

Ne la Divina Commedia parla d’amore – della sua depressione che l’ha portato ad affrontare quel lungo viaggio tra le perdute genti – ma parla anche della cupidigia dei potenti, interessati solo al potere del denaro, e del popolo che segue i propri leader, religiosi o politici, come delle pecorelle. Parla di cultura, religione e politica.

Ma quello che secondo Dante è fondamentale nella considerazione di una persona, è la sua conoscenza. Il suo non fermarsi e continuare a cercare.

Per questo la terzina che fa dire a Ulisse, nel ventiseiesimo canto dell’Inferno è una di quelle che più mi sta a cuore:

Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza”.





Informazioni sull'autore

- Raffaele Cecoro ([email protected]) Casertano, studente di giurisprudenza con una forte passione per la scrittura e per la letteratura. Da qualche mese ha cominciato la stesura del suo primo romanzo e nel tempo libero redige un blog letterario multitematico, il suo stile è un ibrido di humor e serietà.