ESCLUSIVA: Raffaele Cecoro intervista la cantante israeliana NOA - Scrigno Magazine


Pubblicato: Ven, 13 Lug , 2012

ESCLUSIVA: Raffaele Cecoro intervista la cantante israeliana NOA

Noa, nome d’arte di Achinoam Nini (אחינועם ניני in ebraico)  è una cantante israeliana autrice con Nicola Piovani della theme song de La Vita e Bella di Roberto Benigni.  Raffaele Cecoro ha avuto il piacere e l’onore di intervistata per Scrigno. Pace, guerra, Napoli, Israele

INTERVISTA

Salve premetto che é un onore e un piacere intervistare una grande artista come lei. Voglio partire subito con una domanda secca: chi è Noa?

NOA: Per primo, ti ringrazio Raffaele.
Secondo, Noa è una madre di tre figli, moglie del dottor Asher Barak, sono una musicista, un’ amica, una cittadina del mondo che si preoccupa per il suo futuro, una guerriera per la pace.

A che età ha scoperto la tua vocazione per il canto e a quale genere si è approcciata agli inizi?

NOA: Ho iniziato a scrivere poesie e la messa in musica in età molto precoce, 7/8 anni. Ho cantato nel coro della scuola, ma non ero il solista. All’inizio era il mio scrivere musica  a dominare più che le mie performance vocali. Ero, e rimangono, molto influenzata da Paul Simon, Leonard Cohen e Joni Mitchell. Fu solo molto più tardi, quando sono tornata in Israele da New York all’età di 17 anni, per arruolarmi, che ho scoperto la potenza della mia voce. Ho fatto l’audizione per una unità dell’esercito Entertainment, è stata accettata, e in quel contesto mi sono esibita centinaia di volte per i soldati in tutto il paese. Quella fu la prima volta che ho intuito che la mia voce aveva un particolare effetto sulle persone .. qualcosa di quasi mistico. Mi ci è voluto molto tempo per interiorizzare quel potenziale. Dopo 2 anni di militare, ho deciso che la musica sarebbe stata il mio pane quotidiano, il mio strumento di comunicazione con il mondo.

La musica per lei non è solo un’espressione d’arte ma un collante per unire culture di popoli diversi, ma come può quest’ultima fare ciò?

NOA: E quello che penso e faccio. Credo che tutto  può essere utilizzato come uno strumento di comunicazione e come mezzo di costruzione di ponti per unire le persone di mondi diversi. E ‘semplicemente una questione di scelta. Devi voler comunicare. Puoi essere un autista di autobus, un costruttore, un avvocato, un uomo d’affari, un parrucchiere, un cuoco, un cantante, un presidente. E ‘lo stesso. È necessario avere la volontà.

Lei è divenuta famosa dopo la magistrale interpretazione di Beautiful That Way, tema principale della colonna sonora del film “La vita è bella”. Cosa ricorda di quell’esperienza e come e stato lavorare con un maestro come Nicola Piovani?

NOA: Essere invitata a scrivere i testi per la colonna sonora de “La Vita e Bella” e registrare la canzone è stata una delle esperienze emozionanti della mia vita. Piovani è un grande artisti e ad oggi rimane un mio buon amico. Benigni, per me, è uno dei doni di Dio sulla terra. Sono onorata di conoscere questo grande uomo.

Il suo amore per l’Italia è ormai cosa nota, ma lei è legata soprattutto alla città di Napoli, come si è appassionata alla musica classica della tradizione napoletana e quali sono gli artisti che l’hanno influenzata?

NOA: Ok, ecco questa domanda ha bisogno di una risposta lunga (n.d.r ride):
Ho ascoltato la mia prima canzone napoletana quando ero  bambina nella cucina di mia madre. I miei genitori, che sono di origine yemenita, israeliana, si trasferirono a Ny quando ero assai piccola. Mia madre amava l’opera e ammirava Pavarotti. Ascoltavo più e più volte la cassetta che possedeva, e su di essa, tra i suoi successi più grandi , vi era “Torna a Surriento”. E’ noto che vi fossero molti napoletani a New York, erano nostri vicini e amici, e ascoltavo le belle canzoni napoletane provenire dai loro appartamenti, ristoranti, negozi, dappertutto. Molti anni più tardi, quando ho iniziato la mia carriera da professionista e dopo essere diventata nota in Italia, ho voluto dare al pubblico un piccolo regalo, alla fine dello spettacolo, come un modo per ringraziarli per l’amore e il rispetto che mi davano. Da quel momento io e Gil Dor, il mio chitarrista abbiamo deciso di cantare ‘Torna Surriento’ come un bis. Questo è stato 15 anni fa. Da allora ho imparato molte più canzoni napoletane, per lo più da amici, come Pompeo Bennincasa che è il mio agente da 20 anni, Federico Vacalepre che stimo tanto, e il meraviglioso Solis String Quartet, con il quale ho lavorato per più di 10 anni. Un’offerta da Caserta mi ha dato l’impulso per creare un intero programma, e da allora, mi sono messa ad approfondire e rafforzare il mio rapporto con questo repertorio incredibile.
Sento un forte legame tra la cultura napoletana e la mia storia ebraica…. Un piccolo paese, una piccola popolazione, che soffre guerre, conquiste ed altre tragedie (povertà, oppressione, epidemie), gente che rimane ottimista nonostante tutto. Uno spirito che si rifiuta di morire! Immigrati, attraversando il mare per trovare un futuro migliore, conservando  ostinatamente la propria cultura,  la vita li porta ovunque, arricchendo quelle società che li hanno accettati ed adottati; incurabile romanticismo , il desiderio di una patria, e il raro senso dell’umorismo che nasce e cresce dalla sofferenza. Tutto questo unisce le nostre due culture. Ma soprattutto, il repertorio classico napoletano è semplicemente : classico! Ci sono canzoni di una bellezza infinita, poeticamente, armonicamente e melodicamente, con temi universali che possono risuonare profondamente in ogni cuore.

Lei che ormai è un’artista giramondo ci puo dire com’e vista Napoli nel Mondo?

NOA: Da quello che vedo io vi è una distinzione tra l’aura di Napoli, rappresentata nella sua storia e cultura, e la Napoli che vediamo oggi. Molte persone sanno del potenziale glorioso passato e grande di Napoli ‘, e tutti sono colpiti dalla sua bellezza, ma allo stesso tempo, molte persone sentono che non sta vivendo il periodo migliore nella sua storia recente. Immagini di immondizia nelle strade, crimine e corruzione, questi macchiano l’immagine di Napoli . Ma sento che la città sta vivendo una rinascita dolce e presto entrerà in una fase completamente nuova della sua esistenza.

Secondo lei Napoli e la sua Tel Aviv, città sulla carta assai diverse, hanno qualcosa in comune?

NOA: Sì, lo hanno … il mare, gli immigrati, il caos, il rumore, il calore della gente, il cibo ottimo, il traffico terribile, la diversità, i sogni ..
Penso che la più grande differenza è la storia. Tel Aviv è una città relativamente nuova, senza un “glorioso passato”. Napoli è piena di grandi edifici e monumenti storici. Napoli deve ripristinare quella gloria, Tel Aviv la deve ancora inventare.

La sua gestualità durante i concerti è assai coinvolgente, lascia permeare tanta passione. Per una cantante come lei, quanto crede sia importante essere passionale e trasferire emozioni al pubblico non solo attraverso la musica ma anche con il movimento?

NOA: Non preparo i miei movimenti. Non ho un coreografo o regista, tutto viene da dentro. La passione è importante naturalmente, ma non credo sia necessariamente collegata al movimento. Un interprete può stare perfettamente immobile e se sono dedicata, carismatica, piena di talento e onesta,  sentirete ugualmente i brividi lungo la schiena. Le cose importanti sono le intenzioni e la capacità di realizzarle. Il come è di secondaria importanza.

Tornando ai suoi natali so che lei ha tanto a cuore la situazione della sua Israele, cosa farebbe oggi per cambiare questa triste realtà che ormai va avanti da decenni?

NOA: Ci sono molti elementi, tutti ben noti: l’estremismo religioso, i pregiudizi, la paura che porta alla violenza e il separatismo, la giustizia sé. Ci sono anche i media, che alimentano conflitti, piuttosto che incoraggiare la costruzione della pace . Il conflitto è semplicemente molto più fotogenico e buona per il loro business. La pace è noiosa. Quindi, una dinamica negativa viene creata, diffusa anche attraverso i media, un terreno fertile per infondere  sempre di più la paura e lo scetticismo nella gente.

Inoltre, siamo anche stati sfortunati. Non siamo stati in grado di scegliere buoni capi. Quelli che erano coraggiosi sono stati assassinati o espulsi. Nessuno ha avuto il coraggio di prendere le misure che dovrebbero essere adottate, e la gente, purtroppo, su entrambi i lati, rimanere in silenzio. Quelli che alzano la voce per la pace sono spesso ridicolizzati e messi al bando, la pace va attuata piuttosto che annunciata e celebrata. Ci vogliono milioni di marce per le strade con gente motivata, che pretenda la pace.

E in generale cosa cambierebbe Noa nel mondo?

NOA: Penso che tutti possiamo  riassumerlo in una frase, “Ama il prossimo tuo come ami te stesso” che è un espressione uguale per tutte le culture che esiste in ogni cultura. Le pronuncio in inglese ho problemi con le citazioni in italiano (n.d.r ride)

“May I do unto others as I would that they should do unto me.”
Plato, 5th century B.C.
“Do not do unto others all that which is not well for oneself.”
Zoroaster, 6th century B.C.
“Hurt not others with that which pains thyself.”
Buddha, 6th century B.C.
“Do not do unto others what you do not want others to do unto you.”
Confucius, 6th century B.C.
“Do not unto others what thou wouldst not they should do unto thee.”
Rabbi Hillel, 1st century B.C.
“Do unto others as you would have others do unto you.”
Jesus, 1st century A.D.
“None of you truly have the faith if you do not desire for your brother that which you desire for yourself.”
Muhammad, 6th century A.D.
“Lay not on any soul a load which ye would not wish to be laid upon you and desire not for anyone the things you would not desire for yourself.”
Baha’u’llah, 19th century A.D.

La ringrazio per questa splendida intervista, le rivolgo un saluto intriso di affetto e stima a nome di tutti i lettori di Scrigno. Grazie

NOA: E’ stato davvero un grande piacere Raffaele

Intervista a cura di Raffaele Cecoro

 





Informazioni sull'autore

- Raffaele Cecoro ([email protected]) Casertano, laureato in giurisprudenza con una forte passione per la scrittura e per la letteratura. Da qualche mese ha cominciato la stesura del suo primo romanzo e nel tempo libero redige un blog letterario multitematico, il suo stile è un ibrido di humor e serietà.