Il silenzio. Un racconto dalla montagna di Max Frisch - Scrigno Magazine


Pubblicato: Ven, 22 Nov , 2013

Il silenzio. Un racconto dalla montagna di Max Frisch

Max Frisch Il silenzio. Un racconto dalla montagna

Per la prima volta in Italia il romanzo di uno dei più grandi scrittori di lingua tedesca.

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Traduzione di Paola Del Zoppo

Introduzione di Peter Von Matt

 
Balz Leuthold non ha mai voluto essere una persona ordinaria. Poco prima del suo trentesimo compleanno, però, si rende conto di non potersi neanche considerare davvero una persona straordinaria. Nella vita, fino a ora, non ha compiuto azioni degne di particolare nota, nessuna invenzione, nessuna creazione artistica o letteraria che lo elevino a persona speciale. Allora ha preso una decisione: scalerà quella montagna che da giovane guardava ergersi sulle sue passeggiate, che faceva ombra ai discorsi con suo fratello “adulto”. Compirà un atto eroico, e con questa azione “virile” darà un senso compiuto alla sua esistenza. È deciso: azione o morte. Ma giunto in montagna alla locanda dove sostava anche in gioventù, incontra una giovane straniera, che lo guarda e lo vede come nessuno fino ad allora lo ha mai guardato e visto. Chi è lei, da che vita proviene? Perché sembra non aver paura di nulla? E dall’incontro tra i due scaturiscono gli interrogativi, e la narrazione si sviluppa e trascina via il lettore proprio come un torrente montano scorre rumoreggiando tra i crepacci, e il vortice di pensieri e accadimenti lascia senza fiato, travolge come il senso di assoluto degli ambienti montani, dove il sorgere del giorno e il calare della notte sono eventi che penetrano le fibre dell’individuo tanto quanto fame, sonno e sete. E la domanda echeggia: cosa fa di una vita una vita veramente compiuta? Ha a che fare, questo, con la felicità?

 
 
“L’affascinante preludio all’opera di tutta la vita”
Stefan Lüddemann – Neue Osnabrücker Zeitung
 
“In questo romanzo i lettori e le lettrici conosceranno gli uomini, il loro disprezzo e amore per la donna, il loro vitalismo e il pathos autocommiserativo […] Max Frisch non dipinge solo lo sviluppo di un eroe, ma si sviluppa lui stesso, e noi con lui,
le fantasie maschili dell’età moderna. Ottimo che quest’opera
sia di nuovo acquistabile settant’anni dopo l’uscita.”
Christine Richard – Basler Zeitung
 
Si può finalmente di nuovo avere tra le mani il primo racconto di Max Frisch. E’ un’operazione che non può essere lodata abbastanza, perché questo racconto apre lo sguardo sulle opere successive di Frisch, uno sguardo che già si definisce nella grandiosa maestria che in seguito dovrà solo dispiegarsi. Un consiglio: da leggere assolutamente!
Petra Breunig – Fränkischer Tag
 

‹‹E’ un peccato che questo libro solenne e insolito ci sia stato negato sin ora. ››  Publishers Weekly

‹‹Il silenzio non è soltanto un documento storico-letterario
ma un romanzo intenso e potente.›› Rene Bürcher Beitung
 

MAX FRISCH È NATO A ZURIGO NEL 1911, ED È STATO uno dei più noti e importanti scrittori del secondo Novecento, entrato a far parte anche del canone scolastico in particolare per i grandi romanzi, Homo Faber, Il mio nome sia Gantenbein e Stiller. Ma forse ancora più interessanti dei romanzi sono le narrazioni brevi e soprattutto il suo teatro (Andorra, La muraglia cinese, Don Giovanni o l’amore per la geometria), e gli sceneggiati radiofonici, di grande profondità e incisività. Architetto, soldato, giornalista e grande viaggiatore, Frisch fu da giovane un esperto scalatore, e la montagna rimase tra le sue passioni come luogo reale e simbolico, insieme alla letteratura, la psicologia e la geometria. La sua vita fu ricchissima di cambiamenti di ritmo e scenario, amicizie stimolanti (tra cui quelle con Brecht, Dürrenmatt e Ingeborg Bachmann), eventi imponderabili e riconoscimenti. Sempre apparentemente in fuga, adorava i rifugi, tra cui il più amato, dalla fine degli anni Sessanta, fu una vecchia stalla a Berzona da lui riadattata a residenza. Frisch ottenne tutti i più importanti riconoscimenti di ambito germanofono ma ricevette importanti riconoscimenti anche in altre nazioni: nel 1965 gli venne conferito il Jerusalem Prize for the Freedom of the Individual in Society, nel 1975 il Premio Internazionale per la Pace degli editori tedeschi e nel 1986 il Neustadt International Prize for Literature, prestigioso premio letterario statunitense. Ha ricevuto inoltre diversi dottorati onorari: Philipps-Universität di Marburg (1962), Bard College, USA (1980), City University of New York (1982) e dalla Technische Universität di Berlino (1987).
 
Collana formelunghe
 
ISBN: 9788861100480 | Pagine: 120  /brossura
Traduzione: Paola Del Zoppo
Introduzione: Peter Von Matt
 
euro 13





Informazioni sull'autore

- Raffaele Cecoro ([email protected]) Casertano, laureato in giurisprudenza con una forte passione per la scrittura e per la letteratura. Da qualche mese ha cominciato la stesura del suo primo romanzo e nel tempo libero redige un blog letterario multitematico, il suo stile è un ibrido di humor e serietà.