Guerra in Libia o attacco agli interessi italiani? - Scrigno Magazine


Pubblicato: Mer, 13 Apr , 2011

Guerra in Libia o attacco agli interessi italiani?

Certo ogni paese si merita il governo che ha e mi sta anche bene (in realtà non troppo), ma quello che sta avvenendo ultimamente è un chiaro attacco agli interessi italiani, mi riferisco alla guerra in Libia, senza che i nostri astuti politici muovano un dito per fermare, o per lo meno limitare i rischi per il nostro paese. Nella storia repubblicana del bel paese i governi italiani si sono sempre affannati a stringere rapporti di amicizia con Tripoli, portando nel tempo ad una solida partnership economico – finanziaria. L’Italia si riforniva di gas e petrolio libico, attraverso ENI, che ha creato un fortissimo controllo sulle risorse energetiche del paese nordafricano, facendo dell’azienda del cane a sei zampe un vero leader in tutta l’area e contemporaneamente i fondi libici venivano ad investire da noi, in particolare quando un’azienda italiana non era in salute, dopo qualche telefonata da Roma a Tripoli, come per incanto il fondo libico di investimento arrivava e attraverso una ricapitalizzazione ( per i non pratici di finanza, versando soldi in casse vuote) ossigenava la società italiana di turno, salvandola da un possibile fallimento. Nel corso degli anni i rapporti con  Gheddafi sono sempre stati ottimi, anche il costante riferimento al passato coloniale italiano veniva fatto solo in un ottica puramente propagandistica, tenendo ben saldo il rapporto di natura economica esistente tra i nostri paesi; vi è da dire che l’accoglienza riservata al leader ( o ex, fate voi), nell’occasione dell’ultima sua visita in territorio italiano è stata trionfale, gli è stato permesso di tutto, perfino di portarsi dietro la foto dell’eroe libico di turno, a sbeffeggiare le ultime vestigia del nostro orgoglio nazionale. Tutto ciò mette in risalto, ovviamente, le grandi capacità diplomatiche dell’omino di Arcore (ovviamente sono ironico). Quando poco tempo fa, sono scoppiate le “fomentate” rivolte in Libia, si ci aspettava che l’Italia si prodigasse ad intervenire a sostegno del governo in carico, per tutelare i nostri interessi, invece, dopo un silenzio assordante e una serie di dichiarazioni pro-politiche dei paesi europei, si assiste alla azione della Francia, avete capito bene la Francia, che dichiara di voler intervenire anche senza autorizzazione delle organizzazioni internazionali. Si capisce subito che il governo francese, che ha il tacito appoggio degli Stati Uniti, vuole mettere le mani su enormi risorse energetiche, attualmente gestite dagli italiani, quindi vi è da aspettarsi un intervento forte ed indignato da parte del nostro potere politico, infatti, gli abbiamo anche dato le basi per bombardarli, cosi i caccia francesi risparmiano anche benzina, ottima mossa direi. Contemporaneamente la Gran Bretagna si è mossa, inviando proprio nelle aree sotto controllo dei ribelli, lo dimostra la notizia, passata sotto traccia, di un gruppo di soldati inglesi catturati dai ribelli perché scambiati mercenari di Gheddafi, al fine di stringere rapporti con il futuro potere politico del paese. In tutto questo turbinio di eventi il nostro salvatore ( l’uomo dipinto d’arancione e il suo allegro staff), sono impegnati in cose molto più serie ed importanti, dal caso Ruby ai vari processi in cui è coinvolto, per pensare che il 20% del energia che fa muovere questo paese a breve non sarà più sotto nostro controllo, ma in mano a potenze estere, che potranno fare il bello e il cattivo tempo con i destini energetici italiani.

Garofalo Ivano





Informazioni sull'autore

- Raffaele Cecoro ([email protected]) Casertano, laureato in giurisprudenza con una forte passione per la scrittura e per la letteratura. Da qualche mese ha cominciato la stesura del suo primo romanzo e nel tempo libero redige un blog letterario multitematico, il suo stile è un ibrido di humor e serietà.